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Lo startup weekend è vicino, per alcuni sarà un’esperienza già vissuta che con piacere vorranno ripetere, per altri invece questa sarà la prima volta, è comprensibile poter avere qualche dubbio.

Anche per noi che lo stiamo organizzando, passando dall’altra parte della barricata, questa sarà un prima volta, siamo quindi per certi aspetti sulla stessa barca….

Per risolvere questi dubbi abbiamo deciso di coinvolgere una persona che è indissolubilmente legato a quello degli Startup Weekend, la persona che per prima ha portato in Italia questo format, Davide Dattoli il fondatore di Talent Garden.

Davide ha organizzato diversi startup weekend ed è stato coinvolto in molti altri, anche in questo evento darà il suo contributo come primo Speaker, potendo raccontare il suo punto di vista in base alle diverse esperienze. Per noi la sua presenza avrà il simbolo del passaggio di consegne nel segno comunque della continuità con le precedenti edizioni. Ecco cosa ci ha detto

-Come nasce l’idea di sviluppare startup weekend in Italia?

L’idea nasce dall’esigenza di creare nuovi modi per stimolare e sviluppare l’imprenditorialità, offrendo le giuste occasioni di networking tra futuri startupper. Dopo la prima edizione abbiamo esportato il modello un po’ in tutta Italia grazie a team locali molto attivi che volevano avere un impatto concreto sul proprio territorio.

Credo che ancora oggi, per chi si affaccia al mondo dell’innovazione, partecipare a uno Startup Weekend sia il modo migliore di trasformare la propria idea in qualcosa di concreto.

 -Hai organizzato e sei stato coinvolto in passato in diversi SW, quali ritieni siano i punti di forza del format?

I momenti più stimolanti sono senza dubbio quelli del venerdì, la maggior parte dei partecipanti arriva con una sua idea molto complessa in testa e deve avere la capacità di raccontarla.

Nella prima serata si ha modo di affrontare tutte le difficoltà che si verificano nei primi 6 mesi di vita di una startup. Durante la fase iniziale dell’evento è infatti necessario raccontare la propria idea in 1 minuto, convincere e aggregare persone intorno al proprio progetto e trovare il modo migliore per presentarsi a potenziali investitori.

 -Su cosa invece deve migliorare?

Una delle critiche che ho sempre portato è quella di aver creato troppi momenti in diversi territori: questo è positivo in un concetto di divulgazione dell’imprenditorialità ma rischia di diminuire la qualità delle idee sviluppate e delle persone che partecipano.

 -Qual è lo spirito ideale per affrontare questa maratona?

Prima di tutto la voglia di mettersi in gioco. Durante l’esperienza ci si rende spesso conto di quanto l’esecuzione sia estremamente più importante dell’idea stessa. Tanti aspiranti startupper partecipano all’evento convinti della propria proposta, ma quando questa non convince decidono comunque di continuare l’esperienza di Startup Weekend. Questo rappresenta sicuramente il valore aggiunto dell’intero evento. E poi le persone che si incontrano, i mentor pronti ad aiutare, i momenti di networking: tutti elementi che rendono Startup Weekend un’iniziativa completa e ricca di occasioni.  

 -Come può un team di persone che si conosce per la prima volta riuscire a produrre un’idea vincente, quae è la chiave?

Senza dubbio la chiave è una leadership che sappia indirizzare e focalizzare tutto il team verso un obiettivo chiaro e preciso: 54 ore sono poche ma possono essere di grande valore se correttamente indirizzate verso un unico obiettivo. Durante uno Startup Weekenddiventa fondamentale la capacità di presentare la propria idea e di risolvere un effettivo bisogno, sviluppando video o magari prototipi, piuttosto che focalizzarsi su troppi aspetti contemporaneamente o dilungarsi in una lunga serie di numeri.

 -Cosa può trarre di utile il sistema locale da uno SW?

La cosa più interessante è mettere insieme diverse tipologie di persone, studenti, professionisti e appassionati, e capire davvero chi su quel territorio si sta muovendo in questo settore. Rispetto alla Silicon Valley, il grande problema in Italia è la bassa densità e le poche occasioni di networking che hanno le persone che si occupano di innovazione. Gli Startup Weekend sono un modo perfetto per aggregare innovatori e aspiranti startupper e per creare nuove sinergie in questo ambito.

 -Consiglieresti ad un’impresa di supportare uno SW, perché?

Certamente. Gli Startup Weekend rappresentano occasioni uniche per le aziende di individuare i migliori talenti del territorio, nonché offrono ottime opportunità di recruiting. Le aziende possono inoltre mettersi a supporto di idee che potrebbero cambiare il nostro Paese.

 -Quando giudichi un’idea, che fattori ritieni fondamentali?

Un’idea che risolva un problema specifico, chiaro e in un mercato ricco, è senza dubbio uno dei requisiti più importanti. Il rischio spesso è di creare delle migliorie di prodotti che già esistono, il tema invece è individuare una piccolissima nicchia e risolvere un bisogno chiaro ed evidente a tutti.

 -Quale consiglio vorresti dare a chi vuole organizzare uno SW nella sua città?

Organizzare uno Startup Weekend è certamente un’attività molto impegnativa e faticosa. Personalmente ne ho organizzati e coordinati decine in giro per l’Italia, e credo che sia uno degli eventi che genera più energia e che aggrega positivamente il territorio e il suo ecosistema locale. Il consiglio principale è quello di diffonderlo il più possibile e di provare a coinvolgere persone che nemmeno si immaginerebbero di fondare una startup. Uno degli aspetti più importanti è sicuramente quello di trovare partecipanti con background diversi in modo da creare sinergie nuove ed inaspettate.

Ringraziando Davide Dattoli per la disponibilità, ci auguriamo che questa intervista possa ispirare molti altri giovani che hanno intenzione di avere un impatto nel crescente ecosistema delle startup italiane. Nel frattempo, Vi aspettiamo a Milano il 12, 13 e 14 Maggio per partecipare alla nuova edizione dello Startup Weekend che si terrà presso l’acceleratore Tim #WCap!

Luigi Ugge