Perchè Startup Weekend è un'esperienza imperdibile

“Spesso le idee si accendono l’una con l’altra come scintille elettriche”

Friedrich Engels

Startup Weekend è un laboratorio di 54 ore in cui individui o gruppi di persone con un’idea rivoluzionaria da trasformare in impresa, creativi o semplici appassionati di innovazione si riuniscono in uno spazio di coworking ed entrano in contatto con una rete globale di leader e imprenditori, col compito di ispirare, educare, responsabilizzare i singoli, i team e le comunità ad operare insieme per creare valore. Le nuove idee vengono condivise ed analizzate, vari coach seguono i team in fase di brainstorming, preparazione di un business model ed elevator pitch, che porta ad una competizione finale, in cui le migliori idee di business si sfidano per vincere dei premi e attività di mentoring da parte di professionisti esperti per la durata di un anno.

E’ pressoché difficile capire appieno l’unicità di questo evento se non lo si vive in prima persona. Si tratta di un contesto stimolante che porta al contatto con molteplici realtà in un solo momento, fatto di incontri con esperti disposti ad incentivarti a coltivare la tua idea di business e fornirti gli strumenti utili per trasformarla in un’impresa di successo, viceversa si viene direzionati su argomenti e opportunità che probabilmente si ignoravano del tutto fino a poco tempo prima.

E così nascono gruppi di lavoro in cui si utilizzano post-it per il business model canvas, si apprendono nozioni chiave di marketing e di personal branding, si pranza e si cena insieme, si svolgono sessioni one-to-one con coach che valutano la qualità imprenditoriale della tua idea spronandoti a fare meglio, si conoscono persone con esperienze e competenze diverse grazie alle quali arricchire il proprio bagaglio culturale se non la propria cerchia degli amici. Si arriva infine al momento del pitch in cui la giuria stabilisce 3 idee vincitrici che possiedono le carte in regola per costituire una startup e procede con l’assegnazione dei premi.

Questo format nacque nel 2007 a Colorado grazie a Andrew Hyde ed a Luglio di quest’anno ha raggiunto 135 paesi e coinvolto 210 mila persone fra imprenditori e guru del marketing. Lecce è già alla sua seconda edizione e promette di portare avanti il cammino verso l’innovazione soprattutto grazie a momenti di crescita come questo.

swlecce2014

La prossima Startup Weekend Lecce – Culture & Tourism Edition si svolgerà dal 2 al 4 ottobre alle Officine Cantelmo, in Viale Michele de Pietro, 12 vicino al centro di una meravigliosa città, conosciuta sempre di più a livello nazionale ed internazionale, non più esclusivamente per la bellezza del mare e dei suoi prodotti tradizionali, ma anche per la presenza di un numero sempre più alto di startupper con idee innovative che hanno attivato un prezioso e crescente processo di cambiamento nel territorio.

Vieni a vivere un’esperienza unica e che può virare la rotta della tua vita in maniera significativa, e accedi al seguenti link per acquistare i biglietti:

http://www.eventbrite.com/e/startup-weekend-lecce-2-41015-culture-tourism-tickets-15995419731








Come arrivo e vado da Startup Weekend Lecce

Ecco qui siti, orari e modalità per prenotare il tuo viaggio A/R da Lecce e raggiungere facilmente le Officine Cantelmo dove si terrà la Startup Weekend Lecce.officine cantelmo

TRENO

Bari – Lecce: Trenitalia o FSE

AEROPORTO DI BRINDISI

L’Airport City Terminal è una struttura ubicata in viale Porta Europa (ingresso della città provenendo da Brindisi). La struttura dispone altresì di un punto informazioni turistiche e di un’area parcheggio completa di zona sosta per camper, destinata a quanti vorranno raggiungere l’aeroporto senza utilizzare il proprio mezzo.

Inoltre dall’Airport City Terminal di Lecce partono le principali linee dirette verso tutte le località del Salento, quindi uno snodo importante sia per chi deve prendere il treno che per chi deve prendere gli autobus di linea.

SITA Spa – Bari
AUTOLINEA REGIONALE

Collegamento Aeroporto di Brindisi – Lecce: http://www.salento-turismo.com/airport-city-terminal-aeroporto-brindisi-lecce.html

Oppure visita il sito www.sitabus.it

OFFICINE CANTELMO

Le Officine Cantelmo sono in Via Michele de Pietro, 12.

dati GPS: 40.358334,18.1734

Per gli auto muniti: parcheggio disponibile nei pressi delle Officine.

Per chi viene dall’aeroporto con l’autolinea regionale: le Officine distano 8 min a piedi (600 m) dalla fermata dell’autobus vicino il Grand Hotel Tiziano.

Questo il link per ricercare tutti gli orari dei mezzi pubblici dell’SGM Lecce:

http://www.sgmlecce.it/index.php/servizi/trasporto-pubblico/mappa-linee

Vi aspettiamo!








I° Premio Innovazione Giovani Imprenditori Confcommercio Lecce

2015_SWLecce-locandina-A3-STAMPA_CCommercio-01Startup Weekend Lecce quest’anno ha una marcia in più!

Il gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio Lecce in collaborazione con Confcommercio Imprese per l’Italia, presenta il I° Premio Innovazione Giovani Imprenditori Confcommercio Lecce, con una call rivolta alle startup della Provincia di Lecce operanti nei settori Turismo e Cultura.

Possono partecipare:

a) le imprese attive ed inattive, iscritte al Registro delle imprese CCIA di Lecce a partire dal 01/01/2011 che si occupino di attività culturali e turistiche a carattere innovativo;

b) le imprese costituente non ancora iscritte al Registro delle imprese CCIA di Lecce che si occupino di attività culturali e turistiche a carattere innovativo.

Il premio finale è costituito da servizi del valore economico di 2000 € più attività di mentoring annuale del Dipartimento Innovazione di Confcommercio Imprese per l’Italia.

Le aziende selezionate faranno un pitch il 3 ottobre alle 19 presso le Officine Cantelmo davanti ad una giuria tecnica di esperti di Confcommercio. La durata del pitch è di 5 minuti.

Per partecipare leggi le info e invia una presentazione aziendale in formato digitale all’indirizzo lecce@confcommercio.it entro il 1 ottobre.
E’ un’occasione preziosissima che ti permetterà di trasformare il tuo sogno in realtà!

In bocca al lupo!








Il Business Model Canvas

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Un’idea geniale ha bisogno di un modo efficace per trasformarsi in strategia d’impresa e lo strumento che aiuta aziende, imprenditori, startupper e professionisti ad innovare con semplicità ed efficacia è il Business Model. Questo modello descrive la logica secondo la quale un’azienda crea ed acquista valore in maniera chiara e sistematica.

E’ costituito da 9 elementi:

  1. Clienti: divisi in  gruppi in base a bisogni, relazioni, interessi, profitto e canali di distribuzione
  2. Valore: qualcosa di utile che l’azienda offre ai clienti
  3. Canali: il mezzo con cui il valore raggiunge il cliente nelle fasi di comunicazione, distribuzione e vendita
  4. Relazione: come l’azienda costruisce e mantiene il rapporto coi suoi clienti
  5. Ricavi: incassi generati da diversi tipi di clienti
  6. Risorse: umane, fisiche, intellettuali, finanziarie necessarie all’azienda per creare valore
  7. Attività: di produzione, invenzione, comunicazione
  8. Partner: creazione di alleanze strategiche, fornitori e cooperazioni
  9. Costi: fissi e variabili per attività chiave e con i partner.

Questi 9 elementi collaborano tra di loro in maniera complementare secondo delle logiche ben precise, le quali gettano le basi per la stesura di un business plan. Una rappresentazione virtuale e sistematica del Business Model è il Business Model Canvas (BMC) che racchiude ogni elemento su un piano di lavoro stampabile formato poster e permette di svolgere sessioni di brainstorming in un team di lavoro eterogeneo, avvalendosi anche dell’utilizzo di post-it. E’ un framework visuale proposto da Alexander Osterwalder nel 2004 che ha rivoluzionato il modo di creare e rappresentare un business model. Seguendo un processo di lavoro che muove da un ordine prestabilito di domande chiave è possibile tirar fuori idee innovative, analizzare lo status aziendale attuale, migliorare i processi interni e pianificare nuove strategie di business. Questo che segue è un business model canvas (clicca per ingrandire l’immagine):

business model canvas modello

Strano a credersi ma vero, grazie ad esso tutti hanno la possibilità di comprendere con facilità elementi complessi che riguardano il funzionamento di un’intera azienda: indubbiamente questo è il vantaggio comunicativo del Canvas.

Per saperne di più visita www.businessmodelcanvas.it/.

E se vuoi imparare ad usare il BMC e pianificare il modello di business della tua futura azienda iscriviti alla Startup Weekend Lecce dal 2 al 4 ottobre!

Fonti:

www.slideshare.net/theqube/business-model-canvas-coop-startup

www.businessmodelcanvas.it/

https://en.wikipedia.org/wiki/Business_Model_Canvas








Elevator Pitch: 6 passaggi per comunicare la tua idea geniale

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Se pensi di avere un’idea geniale che stravolgerà il mercato devi sapere che non è sempre facile trasformarla in un progetto da presentare a potenziali investitori. Occorre trovare il modo vincente per comunicare il proprio progetto e la propria personalità. La sfida ha il nome di elevator pitch: dall’inglese elevator significa “ascensore” e consiste nel tempo massimo che hai a disposizione per parlare ad un investitore della tua idea convincendolo che vale la pena ascoltare tutto quello che hai da dire. Ecco 6 pratici consigli per preparare un vincente elevator pitch:

  1. Innanzitutto è necessario creare un messaggio chiaro e sintetico della tua idea senza scendere troppo nei dettagli: l’obiettivo è quello di destare curiosità ed interesse in chi ti sta ascoltando.
  2. E’ importante saper gestire il tempo a disposizione, che va generalmente da 30 secondi ad 1 minuto in cui raccontare la tua idea d’impresa, quindi è bene fare delle prove per non rischiare di lasciare la presentazione incompleta al suonare del gong.
  3. Della serie “la prima impressione è quella che conta”, è necessario sin da subito risultare grintosi e indurre gli interlocutori ad ascoltarti fino alla fine partendo con un’apertura ad effetto.
  4. Se hai destato curiosità negli investitori, essi potranno rivolgerti delle domande al termine della presentazione. E’ importantissimo in questi casi essere pronti a rispondere alle richieste di approfondimento sulla tua idea in maniera puntuale e determinata.
  5. Parla di te stesso, dei tuoi interessi e di quegli aspetti che pensi possano rafforzare la tua immagine di imprenditore, con un breve accenno agli studi effettuati e focalizzandoti sulle competenze trasversali.
  6. Trasmetti tutta la passione, entusiasmo e grinta che avresti nel tuo lavoro!

 

Adesso che hai capito prova a scrivere un  elevator  pitch  su  questo  modello in 10 minuti e poi esercitati a presentarlo in brevissimo tempo:

Per (CLIENTE) che ha (PROBLEMA), il (NOME   PRODOTTO) è un (CATEGORIA) che offre (BENEFICIO). A differenza di (COMPETITOR), il prodotto è migliore perché (DIFFERENZA).shaking hands

Ma non dimenticare che prima di tutto devi rivolgerti ad un team di esperti che valutino la tua idea! Startup Weekend Lecce dal 2 al 4 ottobre ti insegnerà come analizzare la tua idea geniale e quali sono gli step necessari per avviare una startup di successo. Metti in pratica questi consigli e partecipa a tre giorni di formazione, confronto e networking per trasformare un tuo sogno in realtà!

Per iscriverti clicca qui.

Fonti:

www.slideshare.net/theqube/startup-per-botteghehightech








What on earth is a Startup Weekend?

I’m glad you asked!

A startup weekend is a 54-hour weekend event, during which groups of developers, business managers, startup enthusiasts, marketing gurus, graphic artists and more pitch ideas for new startup companies, form teams around those ideas, and work to validate and develop a working prototype, demo, or presentation by Sunday evening.

The concept of a Startup Weekend was first introduced to me by a colleague at Startup Mackay several months ago, however it was first Founded in July 2007 in Boulder, Colorado by Andrew Hyde. Startup Weekend is now run by Techstars.

Queensland has seen a recent surge of startup activity, with Cairns, Townsville and even the Atherton Tablelands hosting Startup Weekends.

On average, half of Startup Weekend’s attendees have technical or design backgrounds, the other half have business backgrounds.

Beginning with 60 second open mic pitches on Friday, 60 – 120 attendees bring their best ideas and inspire others to join their team. Over Saturday and Sunday teams focus on customer development, validating their ideas, practicing LEAN Startup Methodologies and building a minimal viable product. On Sunday evening teams demo their prototypes and receive valuable feedback from a panel of experts.

The winning teams are gifted with extremely useful prizes to help them on their path creating their new startup venture.

The Startup Weekend Organization is built around an extended network of hundreds of passionate, skilled, and empowered volunteers around the world. Every event is operated semi-autonomously, with all aspects of the event being planned and executed by a team of local Organizers. They provide a small, full-time Events team which provides ongoing support to each Event’s Organizing Team throughout the event planning process.

As a rule, in order to host a Startup Weekend, the organisers have to attend a Startup Weekend first – hence why I attended the recent Brisbane Startup Weekend at Steve Baxter’s co-owned River City Labs.

We are well on our way to bringing Startup Weekend to Mackay, we already have on board a great organising team, major sponsors, expert mentors, and a great venue.

Now we are looking for participants who are keen to learn, build innovative or disruptive new things, and meet interesting and motivated people!

The ticket cost is extremely reasonable, between $75 and $100 (less for students).  Your ticket covers seven meals, snacks, access to exclusive resources from our sponsors, and of course, all the coffee you can drink.

Examples of Startups created from Brisbane Startup Weekend include carvalues.co & powerdialer.co.

To join up or find out more, jump over to our website:

http://www.startupmackay.org/events/startup-weekend-mackay/








AKLSW Reflections – By Katherine Yang

Katherine Yang, a high school student, signed up thinking she would merely design a few logos and user interfaces. She muses about how that wasn’t the case.

– Pitch an idea to a room of imposing professionals.
– Deliver impassioned speeches about frustrating a singular bee.
– Force the concepts of Nicki Minaj and Twerking onto others.
– Not get booed off stage for making physics jokes.
– Consume such a volume of coffee in so short a time.
– Drive my vision and lead a startup.
– Carry on despite initially being the only one in my team to show up on the pitch morning.
– Utterly lose my shit.
– Pull it off anyway.

These are all things I didn’t think I’d do but ended up doing in 54 hectic hours.

The above list sure as hell isn’t meant to a step-by-step guide to startup success, either.

Even the most renowned ‘syllabus’ for startup success acknowledges that there is no formula for startup success. The only certain methodology is dependent on a single process:

Learning.

‘Learning’, after all, is the thing you embarrassingly admit to your boss after having failed.

As a full time learner, I may have been slightly put off by this concept. Generally, being a student means consistent learning and limited doing, and Startup Weekend was meant to be a chance to get off of my haunches to actually do something.

But this ‘validated learning’ is an integral strain particular to startups – which really are just methodical bouts of testing assumptions, failing, flailing and learning.

Eric Ries, pioneer/god of the lean startup movement said of ‘learning’, “We must learn what customers really want, not what they say they want or what we think they should want.”

The distinction between ‘What I think the customers want’ versus ‘What the customers really want’ is probably the most valuable thing I’ve learnt.

Heck, that’s all I know, having signed up with utterly no entrepreneurial basis.

With ‘Customer Validation’ as one of the key tenets of the judging criteria, and as the thing that each of the twelve start-ups scrambled to gather in the 54 hour stretch, my naïve mode of thinking shifted away from an ‘end goal’-centric strategy to one based on creating what people want to buy.

It sounds elementary.

But visionary stubbornness, whether it be based on age or supposed experience, turned out to be a huge detriment to many startups.

Time and time again, glimpses of fraught groups and emotion would escape from the one-minute update pitches and neighbouring tables from conflicting interests.

All from that simple dichotomy – ‘What you think the customers want’ versus ‘What the customers really want’.

If the loftiness of the central idea is crumbling under the weight of undesirability, the only way to stay alive is to pivot.

There are three stages to the ‘pivot’.

The reallocation of resources – every one of us started up with nothing so this should be fairly easy.
The reorientation of the startup’s ethos – now, that’s a bit harder.
The admittance that you were wrong – good luck surviving Startup Weekend if you can’t bear to do that.

And if you pivot fast enough, you may be able to gather angular momentum.

(Because physics jokes.)

Thanks Auckland Startup Weekend crew, my awesome team and mentors of all shapes, ages, and professional backgrounds. You’ve all let me be weird. You’ve all changed my life.

I’ve learnt a lot.








Vamos transformar o Brasil neste final de semana?

Quando começei a empreender não sabia quanta solidão iria enfrentar. Eu já era alguém esquisito muito novo com uns 14 anos em 1986. Nessa época usava internet de forma clandestina no meu país, pois não existia um link direto, nem sequer acadêmico. Tinha aprendido a programar, uma coisa foi levando a outra e acabei empreendendo sem saber. Parecia que havia uma força me puxando. O que eu queria mesmo era aprender mais e colocar o que sabia em prática. Precisei criar meu próprio emprego, já que o mundo que me rodeava, por algum motivo que ainda desconhecia, teimava em viver no passado.

Ou seria eu aquele que teimaria viver no futuro durante toda a minha vida?

Parecia que estava vivendo no lugar e no tempo errados. Mal sabia eu que outros parecidos comigo se juntavam, se apoiavam e aprendiam juntos, so que muito, mas muito longe da minha casa, no Vale de Silicio. Na época conseguia ver de longe as sombras dessas interações nos bbs, newsgroups da usenet e listas de email que eu participava. Era uma internet só de texto, que para acessar tinha que hackear links satélites, ou fazer blue boxing para conseguir ligar a 300bps num computador lá na Califórnia. Velhos bons tempos de exploração e aprendizagem. Hoje, me imagino, o tipo de coisa que eu poderia ter feito se tivesse tido a oportunidade de participar dessas primeiras comunidades primitivas de programadores/empreendedores, não à distância, mas presencialmente. Porque elas estavam no lugar certo, no momento certo, no ambiente certo, com o conhecimento e habilidades certas, puderam ser protagonistas de uma história de transformação global e escrever parte da história recente e mudar o mundo com suas criações, quem ficou a margem acabou testemunhando a transformação mas não fez parte dela. Acredito que no mundo existam muitos grupos de pessoas que são early adopters, não de um produto ou uma tecnologia mas sim do futuro. Estes adotam modelos mentais, valores e ideias que são mais adequadas para um futuro que ainda não chegou, do que para um passado que esta ficando obsoleto a cada dia.

O futuro já esta aqui — ele simplesmente não está distribuído uniformemente. — William Gibson, criador do termo ‘cyberspace’

De lá pra cá, fui percebendo que uma das formas de mudar a sociedade seria ajudando a distribuir mais uniformemente o futuro na sociedade atual. Contagiando outras pessoas e as ajudando a perceber novas possibilidades, criando comunidades que se identificam e que se permitem adotar uma nova cultura, novos comportamentos, sonhar novos sonhos. Emfim, realizar aqui e agora no presente aquilo que talvez seria somente possivel num futuro distante sem essa intervenção, ou quem sabe talvez nunca naquele local.

Se você quiser ir rápido, vá sozinho. Se você quiser ir longe, vá junto.- Velho Provérbio Africano

Neste último feriado viajei para Belo Horizonte a convite da Up Brasil, o braço brasileiro da Up Global, para participar do UP Brasil Summit, realizado na Ibmec. Lá tive a oportunidade de conhecer mais de perto alguns dos Community Leaders, Organizadores e Facilitadores que estão levando para todos os cantos do Brasil experiências que catalizam uma transformação, acendendo uma chama, que é o primeiro passo para começar a formar as comunidades locais que se apoiam para acolher aqueles que de outra forma estariam sozinhos em casa como estive no meu início.

Um dos programas que a UP Brasil tem realizado em uma infinidade de cidades, é uma experiencia empreendedora mão na massa de 54hrs chamado Startup Weekend. Nela, pessoas que talvez nunca tiveram oportunidade de presenciar o inicio de um negócio, podem experimentar algumas das etapas numa competição que reune pessoas de todo tipo e junta aqueles que, de outra forma, estariam sozinhos. Já escutei num desses eventos uma participante me falar que la tinha encontrado um monte de gente igual a ela, inquietos, com pensamentos fora da caixa e com vontade de realizar e causar impacto, e que era muito dificil no seu circulo de amigos falar sobre isso já que não era o normal.

Sempre fui muito crítico sobre incentivar a competição, alguns anos depois percebo que uma das dinâmicas fundamentais para as pessoas se moverem e terem fun é tornar tudo um jogo e a competição é um ingrediente muito importante. Nesta viagem percebi que durante o evento os participantes brincam e competem, mas os verdadeiros valores que permeiam esta comunidade são os de colaboração.

Durante o UP Brasil Summit tivemos a oportunidade de ouvir, bater papo e compartilhar opiniões com pessoas que da para ver que estão se transformando elas mesmas, transformando as suas organizações e ajudando a transformar o Brasil. Pessoas como o Marcio Brito do Sebrae Nacional e o Fabio Veras do Sebrae Minas, que estão não só estão ajudando a catalizar este movimento mas também ajudando a modernizar o próprio Sebrae, o que já é uma tarefa herculea! (eu sei bem como é tentar mudar organizações por dentro, quase impossivel). Fábio nos impressionou com como o Sebrae MG está levando a serio o movimento, colocando o bolso onde está a boca. Ele nos desafiou a fazer parte da solução, ao invés de falar que o pessoal não entende, ajudar a educar e transformar o mindset das própias pessoas que trabalham no Sebrae. Precisamos aprender a falar melhor a língua deles e não nos isolar, mostrando porque o trabalho que este movimento está fazendo é importante para o Brasil e é importante fazermos juntos.

Tambem tivemos a presença do Yuri Gitahy, Founder da Aceleradora que nos falou um pouco sobre a historia não tão recente do ecosistema de Startups aqui no Brasil. Nos levou a refletir que juntar pessoas que você acredita que tem potencial, trabalhar juntos em negócios desafiadores, e depois deixar essas pessoas se espalharem para procurar os seus próprios sonhos faz parte do desenvolvimento saudável de um ecosistema. Assim é que um bosque saudável se forma, espalhando sementes.

Tambem tivemos a presença do Felipe Matos, ex-COO do programa Startup Brasil e Founder do StartupFarm, Guilherme Junqueira da ABStartups, todos os facilitadores incansáveis que fazem acontecer a mágica nos eventos, e outros muitos amigos e figuras super importantes do ecosistema, que não vou conseguir citar neste já não tão pequeno post.

O Guga Gorenstein, uma figura fantástica do ecosistema de Brasília, nos ajudando a traçar o perfil ideal dos mentores, suas qualidades positivas tanto quanto aqueles comportamentos negativos que deixam muita gente chateada, isso rendeu umas boas risadas e alguns questionamentos. Será que eu tambem já fui um mentor cuzão em algum momento? Durante a sexta feira tivemos a oportunidade de visitar algumas Startups incríveis de San Pedro Valley como a Rock Content, a HotMart e Sympla. Elas são algumas das expressões de que realmente trabalhar duro e adensar comunidades funciona. Para conseguir contar minhas impressões e experiências conhecendo os fundadores delas pessoalmente precisaria mais um post inteirinho já que foram visitas super ricas que agregaram muito valor.

O talento esta distribuido uniformemente ao redor do mundo,
mas as oportunidades não —
Steve Blank, autor de ‘Four Steps to Epiphany’

Finalmente quero agradecer ao Tony Celestino, André Hotta, Brett Nakatsu e Carla Perez, não é a nova loira do Tchan não, e a todos os outros que fizeram deste encontro uma oportunidade sem igual para juntar pessoas que acreditam nesta transformação e querem ver o Brasil se transformar. Este encontro deu mais animo para voltar para os nossos ecosistemas e comunidades e criar oportunidades para aqueles que como eu algum dia estavam vivendo no futuro, isolados em suas cidades, sem saber que existia perto deles outros que tambem compartilhavam desta mesma doença.

Voltamos animados para trazer para o aqui e o agora aquilo que eles só achavam que seria possivel se mudassem para outro pais. Criar as oportunidades que são necessárias para fazer que o talento local possa sair da dormência que se encontra e realizar todo o seu potencial, participando não mais como um expectador da criação de riqueza e sim como um protagonista nesta nova economia, que nos permite engajar o melhor que temos como humanos.

Para mim ficou claro que juntar fisicamente os community leaders num lugar fisico por dois dias pode ser uma das coisas mais poderosas que podemos fazer para alavancar e adensar ainda mais as conexões neste nosso ecossistema.

Ainda não tem nada organizado, porém vários de nós gostamos tanto da experiencia que o pessoal da UP Brasil proporcionou, que pensamos: porque não criar um encontro que reúna, além da galera da UP Brasil, outros tantos líderes de comunidades que estão espalhados pelo Brasil?. Talvez estejam até se sentindo meio solitários como líderes em suas comunidades. Queremos aprender juntos e compartilhar o conhecimento sobre como ser mais eficazes catalizando o processo de transformação do Brasil, preparando ele não para o futuro, mas para o presente, porque o futuro já chegou.

Juan Bernabó – CEO & Founder Germinadora
Post Original, link.

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Let's talk about the birds and the B2Bs

New York City will host its first business-to-business (B2B) themed Startup Weekend event on May 15-17, sponsored by Intuit. In preparation for this event, we gathered a panel of experts and passionate entrepreneurs at WeWork Fulton Center on April 29th to share inside knowledge and firsthand stories about some of toughest challenges in launching a B2B startup. If you missed the B2B panel event or want to relive the highlights, here is a recap of all the top inside tips and takeaways.

NYCSW B2B Panel
Moderator Cyndi Knapic with our panelists: Jeff Ragovin, Meredith Wood, Yves Lawson and Marisa Garcia

Defining B2B (vs B2C)

At its core, a B2B is a business supplying a service/product to another business. Meredith Wood, Editor-in-Chief at Fundera, highlighted that B2B companies aim to address a real need, whether it is to streamline processes or increase efficiencies, whereas there is more “want” involved in the purchase decision for business-to-consumer (B2C) products. Wood also noted that there is often a larger barrier to entry when starting a B2B company and stressed the importance of market trust, which was echoed by all the panelists. At a B2C level, the purchase decision ultimately affects the one consumer, but at a B2B level, the decision could impact tens, thousands of people, hence the additional barriers and security/privacy concerns.

The panel was quick to address other differences such as pointing out that B2B sales models are completely different and often more complex. For example, the sale of a candy bar to an individual, which only involves the store and the customer, was compared to the licensing of a candy bar which involves a whole team of lawyers and licensing agreements. For a B2C company, the challenge is to spread the product far and wide. Conversely, for B2B companies, Marisa Garcia, Director of Retail Engagement at JOOR, addressed the need to focus on building good relationships that lead to success. She encouraged attendees to identify key players, validating your product, and finding a good market fit.

Wood noted that, unlike working with enterprises, selling to a small business is scarily similar to selling to a consumer and that a lot of B2C platforms, such as Facebook, work great in the B2B space as well. Most small businesses use Facebook and being active on the same platforms as your customers can be helpful for establishing trust with your target audience. In fact, when asked about what category companies such as Etsy, Seamless, and Google fall into, Jeff Ragovin, Managing Partner at Ragovin Ventures and co-founder of Buddy Media, pointed out that there are there is another category, of business-to-business-to-consumer (B2B2C) companies. For example, businesses are increasingly using Seamless to feed their staff, a rare occurrence that blurs the line of the capacities a B2C company can fulfill, usually seen with enterprise platforms.

B2B trends and opportunity

Ragovin declared that the mobile is a huge opportunity for B2B startups. The average person reaches for their phone over 100 times a day and as the mobile landscape evolves, everything is becoming mobile first. More importantly, Google recently announced that they have changed search results to prioritize mobile-friendly websites. The takeaway: in order to disrupt the B2B marketplace, think ‘Mobile First.’

Yves Lawson, Vice President of Technology Strategy for Bank of New York Mellon, noted that the success of apps such as Robin Hood are demonstrating a paradigm shift in a FinTech space that used to be highly specialized for the wealthy. The same tools for wealth management and growth advisors are now available for everyone, impacting the economy on how we see wealth in the future.

Success in the B2B space starts with empathy

Overall, the panel had a lot of great advice for the attendees but all of them stressed the importance of gaining trust and providing great customer service as keys to success in the B2B space. Lawson stated that the B2B companies that stand out from the rest are the ones that go far with relationships and maintain good customer service, even if a companies has messed up or made a mistake.

Garcia highlighted the importance of empathizing with your customers. Her recommendation was to consistently ask yourself, “How can [I] make my customers’ lives easier?” and stressed the power of engaging people in conversations to demonstrate that you really understand the customer’s pain points. After all, “how can an entrepreneur really solve [your customer’s] needs or problems if you don’t feel their pain?” She shared about how a strong understanding of JOOR’s customers helped the company to create a product that consumers are more likely to adopt and find useful.

For Wood, was the most important aspect of a B2B product is how much time it can save businesses. She claimed, “People are willing to spend more if you can save them time. Time is money, as you can convert saved time into monetary value.” She cited that there were products she stopped using because it made more work than the time it saved.

Furthermore, she compared startups to a newborn baby as an analogy to drive home the importance of getting customer validation advising to “let your children go out and play with other people.” She also importance of a great user experience and customer service, getting products in front of early users and acquiring feedback.

Good customer service, networking, and partnerships

All four panelists agreed that knowing your market is the first step in starting in the B2B space, because considerations for working with a small business versus an enterprise company can be a very different experience. For example, Lawson noted that when working with large enterprises, it is helpful to reference competitors or other notable companies who use your product or service.

However, regardless of size, the panel agreed that responsiveness and customer service applies to all B2B companies. Citing how a small blunder could turn into a national headline as seen with airline companies as an example, the panel suggested that establishing a responsive and quality customer service system, by leveraging tools such as Twitter and Zendesk, will not only build trust but also demonstrate credibility that will ultimately win customers. The panel also suggested making the effort to always be reachable and to show that there is accountability to build customer trust.

Ragovin encouraged attendees to keep their networks fresh and emphasized that networking is really a two-way street that is much more fulfilling when you’re willing to “pay it forward.” He urged attendees to think about how they could help others, and noted that people are generally willing to meet when ideas are constantly being exchanged. From a business side, he accentuated the need to focus on providing actual solutions to fix your customer’s problem. If your product is not fixing a problem, there is no need for it and it needs to be reevaluated.

For smaller businesses, Wood shared how partnerships with accountants, or experts in her target market, has helped her to reach her ideal audience, noting that most small business owners will trust their accountant over everyone else. Additionally, working with trade associations is also helpful for reaching small businesses in specific industries.

In closing, Garcia highlighted the power of the network effect of getting your fans and customers to promote your brand for you. She emphasized the impact of word of mouth marketing, which ultimately comes from providing good customer service and satisfaction, bringing us full circle with yet another example of why customer service is key for launching a B2B startup.

Ready to launch the next big B2B idea?

To inspire the audience, each panelist shared a few of their favorite B2B products that they use frequently: Salesforce, FreshBooks, Facebook, Lightspeed, Intuit, and CoSchedule. If you’re ready to launch your next idea that solves a problem that businesses face, come meet some of the panelists and additional NYC based B2B mentors at the next Startup Weekend B2B Edition on May 15- 17. Don’t miss your chance to register! Tickets always sell out.

Heads up: special prizes from our sponsors at Intuit will be offered to the top ideas that incorporate the Intuit API to help small businesses. We encourage you to check out more info on getting started with Intuit Developer by clicking here.

If you have any questions about the upcoming event, please email the organizing team at nyc@startupweekend.org.

Moderator Cyndi Knapic with our panelists: Jeff Ragovin, Meredith Wood, Marisa Garcia and Yves Lawson
Moderator Cyndi Knapic with our panelists: Jeff Ragovin, Meredith Wood, Marisa Garcia and Yves Lawson








Startup Weekend: Women's Edition

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Startup Weekend: Women’s Edition is an intensive weekend experience that will be held June 12th-14th, 2015 at the Maine College of Art in downtown Portland for​​ 70+ women participants, judges, coaches, and organizers. Participants will gather on Friday night to network and pitch business ideas, form teams around the best ideas, then race all weekend to develop the ideas into functioning businesses.

Here’s how it works:

Friday- Arrival

When you arrive at the MECA Cafe on Friday evening, you will be greeted by our volunteers and walked through the registration process. Once all participants have arrived, we will begin Startup Weekend: Women’s Edition with a brief introduction and Initial Pitches.

Friday– The Initial Pitch

Next, we will gather as a group and participants who come prepared with a business idea (not necessary!) will deliver rapid-fire (60-second) business pitches to the audience (typically about two-thirds of the crowd will come prepared with a business idea). Participants then vote for their favorite (most interesting and most viable) ideas using stickers to identify their top 3 choices. Finally, we form teams around the most popular ideas and begin discussion.

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Saturday/Sunday morning– The MVP (Minimum Viable Product)

When you arrive on Saturday, you will begin work with your team to build a foundation for a startup business. You will work together as a team to focus on customer development, validating ideas, and designing prototypes with the help of experienced mentors (our coaches).

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Sunday Evening- The Final Pitch

On Sunday evening, each team will present their refined pitch to a panel of judges and an audience of peer supporters. The judges offer valuable feedback and choose one winning team who will walk away with a host of prizes including business and financial services from the weekend’s participating coaches.

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Questions? Contact us at portlandmainewomen@startupweekend.org.